giovedì 13 dicembre 2018

Taralli della nonna di Vale

Taralli dolci della nonna di Vale
per Recipe -Tionist
















Non so se questa ricetta vale per la partecipazione a The Recipe-Tionistdi questo mese, perchè mi sono accorta che già Luisa l'ha proposta, ma ormai  i taralli erano fatti e fotografati, quindi ci provo. Anche perché, intanto, ne ho mangiati tre di fila, e sono buoni da morire.
La nonna Vittoria sapeva il fatto suo,  perché sono molto semplici da preparare, perfetti a colazione o in qualunque momento della giornata. Non ho modificato nulla della ricetta, a parte l'aggiunta di una nocciola a decoro su ogni tarallo. Li ho anche inviati  a due Pie, in occasione dello Swapp di questo Natale... Penso,Vale, che sia un bel modo per far sì che le nonne non ci lascino mai, alla fine...

Ingredienti

Per 50 biscotti di 7 cm di diametro:

1 kg di farina 00
6 uova
400 g di zucchero semolato
200 g di burro a temperatura ambiente
la buccia grattugiata di un limone
1 bustina di lievito


Procedimento

Fate la fontana con la farina e versate al centro il resto degli ingredienti. Impastate bene e formate i taralli : prendendo dei pezzetti di impasto, formate dei  lunghi salsicciotti, piegateli in due e arrotolateli. Otterrete un torchon che chiuderete a forma di anello. Cuoceteli a 200° per 25/30 minuti, dopo averli pennellati con uovo sbattuto con un po' di zucchero a velo.
Fate raffreddare su una gratella per dolci e conservate in scatole di latta.


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  • Con questa ricetta partecipo a Recipe-Tionist di  Dicembrethe recipe-tionist


lunedì 26 novembre 2018

Gelatina di prosecco con ciliegie e frutti di bosco

La mia  gelatina di prosecco con ciliegie e frutti di bosco

per Il club del 27










Nessun testo alternativo automatico disponibile.




Aspetto il Natale 364 giorni l'anno. Al di là dei motivi religiosi, che non posso e non voglio ignorare, Natale non smette mai di emozionarmi, neanche adesso che non sono più una bambina. E nel clima di attesa, che amo, si colloca perfettamente il calendario dell'Avvento, con una sorpresina per ogni giorno di dicembre che precede il 25. Stavolta il Club del 27 ha voluto creare il suo, e a me tocca la sorpresa di giorno 8.
Una profumata gelatina di prosecco con i colori natalizi  e il sapore, instancabile, dei frutti rossi. La boutade sta nel prepararla in contenitori così piccoli da poter facilmente essere nascosti in un sacchetto o in una scatolina.
Anche se nulla vieta di proporli tradizionalmente, sformati da uno o più stampi, perfetti per la tavola delle feste.

Ingredienti

750 ml di prosecco rosé
440 g di zucchero semolato
8 cucchiai di gelatina in polvere
250 ml di acqua
500 g di fragole
125 g di lamponi
125 g di mirtilli


Procedimento

Mescolate il prosecco e lo zucchero  in un tegame e poneteli su fiamma vivace, mescolando finché lo zucchero non sarà completamente sciolto. Portate ad ebollizione,inserite le ciliegie, riducete la fiamma al minimo e cuocete, coperto, per 3'. 
Nel frattempo, versate la gelatina nell'acqua, che avrete posto in un piccolo recipiente resistente al calore. Dopo un minuto, ponetelo a bagnomaria , a fuoco leggero,mescolando fino a completo scioglimento della gelatina. Trasferite tutto in una ciotola , mescolando fino a raffreddamento ,e ponete in frigo per una trentina di minuti. Mettete da parte metà dei lamponi e dei mirtilli e mescolate i frutti rimanenti. Versate sul fondo di ciascun vasetto un paio di cucchiaiate di gelatina e distribuitevi un quarto della frutta.
Ponete in frigo e, dopo trenta minuti, aggiungete la rimanente gelatina e i frutti restanti, finché i contenitori non saranno pieni.
Ponete in frigo per tutta la notte.








domenica 25 novembre 2018

Orecchiette cacio e pepe con germogli di luppolo e couscous di bastardone

Orecchiette cacio e pepe con germogli di luppolo e couscous di bastardone




per la prova creativa di Mtc-s-chool












cover photo, L'immagine può contenere: testo








Per la seconda prova di Mtc-s-chool,la prova creativa, sono stata indecisa fino alla fine. Come al solito, mille idee fra cui scegliere e da qui  a ridurmi agli ultimi giorni è stato un tutt'uno. Avevo pensato a qualcosa con il pesce, e prima di decidere per quest'ultima versione, avevo provato anche dei fusilloni con carciofi, palamita e pepe rosa, ma non mi soddisfaceva completamente e allora, complice l'orto di mio padre che saccheggio quasi quotidianamente e un bellissimo cavolfiore viola appena acquistato, ecco la mia proposta.
Non ci crederete, ma ero rimasta anche senza pasta lunga, cosa stranissima perché mio marito mangerebbe soltanto quella, e allora la scelta delle orecchiette è stata quasi obbligata, ma non me ne sono pentita affatto.
I germogli di luppolo, o bruscandoli, sono i primissimi; qui da noi sono chiamati asparagi selvatici,e il sapore li ricorda molto, e il cavolfiore ho voluto usarlo in parte saltato a lamelle e in parte crudo, grattugiato a mo' di couscous. Così ne ho mantenuto il colore, bellissimo, e la croccantezza.
La base? ma una cacio e pepe, naturellement!



Ingredienti


Per due persone:


200 g di orecchiette

60 g di pecorino romano
pepe nero in grani
100 g di bruscandoli, nettati
200 g di cimette di cavolfiore viola
olio extravergine
sale

Procedimento


Porre a bollire abbondante acqua per la cottura della pasta. Procedere come per una classica cacio e pepe, come descritto qui ,mescolando in una ciotola il pecorino con poca acqua di cottura .

Mentre si porta a cottura la pasta , e dopo aver aggiunto poco sale ( in media 4/5 grammi per litro di acqua), sbollentare i bruscandoli, scolarli e ripassarli con mezzo spicchio di aglio ( che poi andrà eliminato) e poco olio, in una padella, insieme a metà delle cimette del cavolfiore, tagliate a lamelle sottili. Scolare le orecchiette 4 minuti prima di una cottura al dente, versarle in padella e completarne la mantecatura, aggiungendo pepe e poca acqua di cottura Gli amidi della pasta, l'olio e l'acqua creeranno un'emulsione che avvolgerà la pasta. Un minuto prima che arrivi a completa cottura, saltare la pasta e, fuori dal fuoco, versare la  crema di pecorino fatta precedentemente, ultimando la mantecatura. Completare con il restante cavolfiore, grattugiato  sopra ,e ancora un pizzico di pepe pestato al momento.


  





Lezione n,2 Mtc s-chool : La mantecatura della pasta. La cacio e pepe

La cacio e pepe








La seconda lezione della Mtc s-chool mi ha insegnato parecchio. Ero convinta di saper cuocere abbastanza bene un piatto di pasta, perché pensavo bastasse una cottura al dente e ottimi ingredienti, ma non avevo mai fatto i conti a sufficienza con i tempi. Sempre di fretta, ho finora troppo sottovalutato il tempo necessario per una buona mantecatura e i suoi effetti, ottenendo solo saltuariamente una pasta perfettamente legata al suo condimento.
Adesso so che non si deve al caso, ma semplicemente alla conoscenza e applicazione di una tecnica precisa, dove niente va lasciato al caso. Mi stupisco di quanto nella vita  ci sia ancora da imparare, e mi entusiasmo ogni volta che riesco ad apprendere qualcosa che non conoscevo o a capire ciò che non mi era chiaro fino a quel momento. Seguendo le indicazioni di Greta , ho finalmente preparato una cacio e pepe da leccarsi i baffi. Mi è sempre piaciuta, ma non è nelle mie tradizioni familiari, quindi l'avevo sempre assaggiata fuori dai contesti casalinghi, scegliendola ogni volta che me ne si offriva la possibilità. Avevo provato a farla solo una volta , diversi anni fa, ma visti i risultati a dir poco deludenti, non ci avevo più provato. Adesso, sarà uno dei miei cavalli di battaglia!

Ingredienti

Per 2 persone: 

200 g di spaghettoni
60 g di pecorino stagionato almeno 12 mesi
pepe nero in grani, pestato al mortaio
olio extravergine di oliva
sale

Procedimento

Porre sul fuoco una pentola con abbondante acqua ( almeno un litro ogni 100 grammi di pasta) e portare a bollore. Salare ( 4/ 5 g per litro saranno sufficienti, vista la presenza del pecorino) e calare gli spaghetti facendo sì che si immergano piegandosi da sé, senza alcuna forzatura. Mescolare  per i primi 20 secondi e cuocere fino a 4 minuti prima di averli al dente. Poco prima del termine della cottura, porre in una bastardella il pecorino  e formare , con poca acqua di cottura della pasta, una cremina che andrà tenuta in caldo. Scolare con una pinza gli spaghetti e versarli in una padella con pochissimo olio e abbondante pepe pestato al mortaio, e portare a cottura aggiungendo un po' di acqua della pasta e girando continuamente e in senso antiorario la padella, a fuoco medio alto per riportare calore e  controllando di continuo l'umidità.  L'amido della pasta, con l'olio e l'acqua creeranno una splendida emulsione, che avvolgerà la pasta. Nell' ultimo minuto, saltare la pasta continuando la mantecatura :la pasta dovrà essere umida ma non ci dovrà essere eccesso di liquido: regolate, se è il caso, aggiungendo poca acqua di cottura. 
A questo punto, e lontano dal fornello, si dovrà aggiungere il condimento di pecorino , continuando a mescolare finché la pasta non ne sia uniformamente ricoperta, in maniera fluida, quasi a formare un rivestimento lucido e goloso.
Servire immediatamente, aggiungendo ancora un po' di pepe pestato al momento.





lunedì 5 novembre 2018

Paris Brest

Paris Brest






L'immagine può contenere: cibo

Un Paris Brest autunnale mi mancava. solitamente lo faccio con le fragole e la crema chantilly, a volte con la frutta mista, ma con una crema di nocciole non l'avevo mai provata. Ecco quindi che ho colto l'occasione al volo, vedendola su Cuisine et Vins de France, per la rubrica Passiamole in rivista ... stavolta, il tema era "L'autunno nel piatto ".
Potrete trovare questa ricetta, insieme ad altre, bellissime e perfette per la stagione autunnale, su Mag about Food di Novembre,Qui.





mercoledì 31 ottobre 2018

Season lemon meringue pie







Non pensavo che la birra potesse avere tante sfumature. Per lo meno, non lo avevo provato davvero. Più di bere una birra ogni tanto, provarne a degustare qualcuna in un pub, utilizzarla in ricette classiche, non ero mai andata.
Fin quando non mi sono imbattuta nel gruppo di "Che ci faccio con"  del mese di ottobre di Mag about Food : se non mi credete,venite a leggere qui! Una meraviglia di ricette che hanno la birra come protagonista, e che la valorizzano esaltando le sue mille sfaccettature. Io ho provato questa versione della Lemon meringue pie, utilizzando la birra sia nel gelato, che nel lemon curd, che nella copertura di meringa .
Una golosità inimmaginabile!

sabato 27 ottobre 2018

Il mio Montebianco per Il Club del 27

Il mio Montebianco per Il Club del 27











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Erano anni che non preparavo un Montebianco. L'unica volta, diversi anni fa,ricordo che era stato impegnativo, lungo , ma sontuoso nel risultato. Stavolta ci riprovo, ma in versione mini, come le tendenze moderne richiedono, purtroppo. Sono sicura che si tornerà alla tradizione, che voleva ricchezza e opulenza nei vassoi delle tavole eleganti, al contrario del gusto minimal che ancora imperversa. Elegante, però, senza dubbio. La versione di Vittoria, de La cucina piccolina, è proprio elegante e perfetta da servire al piatto, magari per le prossime festività, e mi ha subito colpito. Fra le tante proposte che questo mese ci ha proposto Il Club del 27, a proposito di castagne, io ho scelto questa.
Unica mia aggiunta, delle meringhette a decoro.
Ve la propongo.
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Per cuocere i marroni: 
1 kg di marroni freschi o comunque una quantità tale da recuperare 400 g di polpa cotta e pulita da pellicine e scorie
 un ramo di finocchio selvatico o qualche semino
un pizzico di sale
1 foglia di alloro

Per il composto alla castagna:
400 g di marroni lessati e puliti
130 g di zucchero
300 ml di latte
1 bacca di vaniglia

Per montare e decorare 3 Montsblancs:
3 dischi di biscotto alla castagna
300 g di panna fresca ben montata
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere (io no)
violette candite
3 marrons glacées
meringhette

Fate bollire le castagne con gli aromi in abbondante acqua per almeno un'ora. Lasciate intiepidire nella loro acqua, poi con molta pazienza togliete la prima e la seconda pellicina.Se sono davvero marroni il lavoro sarà più facile , perché  la seconda pellicina non li divide in due e si elimina più facilmente.Qualcuno si romperà, ma importa poco.Mettete i marroni puliti in un pentolino con il latte freddo a filo e la vaniglia e cuocete a fuoco basso finché saranno teneri ma non spappolati. Scolateli e passateli al passaverdura. Lavorate la purea ottenuta con lo zucchero e qualche cucchiaiata del latte di cottura, lavorando l'impasto finché non si avrà una purea vellutata e ben soda. Fate raffreddare bene.
Passatela attraverso uno schiacciapatate, per ottenere un monte di vermicelli di castagna belli soffici. Aiutandovi con una paletta, spostate mucchietti di vermicelli sui dischi di biscotto, a meno che non vogliate usare uno spremi aglio, facendoli cadere direttamente sui dischi.
Decorate con la panna, fatta uscire da una sacca con bocchetta spizzata, le violette candite e le meringhette ( io non ho usato il cacao e i marrons glacées, ma ci vorrebbero).
Servite.



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