venerdì 24 marzo 2017

Terrina n.2

Terrina n. 2

Per Mtc n. 64





Ok, non volevo farla di carne. Ma la prima, con verdure e gamberi (la trovate qui )mi ha creato non pochi problemini, quindi... Riaccolgo la sfida di Giuliana del blog 
La gallina vintage , vincitrice di  MTC del mese scorso , ed eccomi con la mia seconda terrina.

Ingredienti: 
Pàte à foncer (qui) g 400
Carne tritata di maiale g 300
Carne tritata di vitellone g 300
Un uovo più uno per pennellare
Zucchine g 250
Fave e piselli freschi, nettati e sbianchiti g 150
Pistacchi siciliani tritati g 100
Marsala
Menta  in foglie
Gelatina un dado
Sale
Pepe


Procedimento :

Foderare con tre quarti della pasta uno stampo da plumcake ben imburrato ed infarinato.
Intanto, per la farcia, unire in una ciotola le due carni, l'uovo,  poco Marsala,e aggiustare di sale e pepe.
Pronto lo stampo, rivestirlo con le zucchine, che si saranno tagliate a fette sottili e cotte per pochissimo in pentola antiaderente. Salare e pepare.
Fare un primo strato con la carne,cercando di non lasciare vuoti d'aria, continuare con uno strato abbondante di pistacchi tritati , un ultimo strato di carne e completare con i piselli e le fave sbianchiti .




Cospargere con le foglie di menta e coprire la terrina con il resto della pasta stesa e sagomata a coperchio. Fare delle piccole decorazioni, ricordandosi di lasciare un camino per la fuoriuscita del vapore ( ci si può aiutare con un coppapasta),  pennellare con l' uovo ed infornare a 180 gradi per almeno un' ora, abbassando la temperatura a 160 gradi dopo i primi trenta minuti.



 Prolungare la cottura comunque fino a quando la temperatura al cuore non sarà  di 75 gradi. 
Una volta cotto, aspirare con una siringa il liquido formatosi, attraverso il camino e, sempre con la stessa siringa introdurre la gelatina già preparata secondo le istruzioni della confezione, sostituendo parte dell'acqua prevista con il Marsala . Porre in frigo per almeno 12 ore, meglio se 24. 


Ho scelto di accompagnare la terrina, davvero sorprendente per freschezza e appetibilità, con una maionese home made alle erbe e la gelatina al Marsala.


Per la gelatina al Marsala, ho usato della semplice gelatina in dadi,sostituendo una parte dei liquidi previsti, con un paio di cucchiai di Marsala.

Per la maionese home made, ho usato il mini pimer, partendo da un tuorlo, un pizzico di sale, un cucchiaino di senape in grani e un trito di menta e finocchietto tritati, unendo a filo olio di semi di girasole, per metà , ed olio evo.










Con questa ricetta partecipo a MTC di marzo   
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La mia prima terrina


Terrina "Marzo siciliano "



Per Mtc n64



A Messina, dove vivo, non è certo un piatto di tradizione, né comunque molto conosciuto. Da qui la prima difficoltà, quando Giuliana Fabris, del blog "La Gallina Vintage" ha vinto la sfida di MTC del mese di febbraio e ha lanciato le terrine come sfida di aprile.
La seconda difficoltà nasce dal fatto che io non sia in possesso del contenitore adatto e richiesto, la terrina, appunto. Vabbè , posso sempre fare una terrina in crosta... Sì, ma non vorrei farla di carne..
A poco a poco prende forma l'idea di farla con gli ortaggi primaverili:pisellini , fave e zucchine, con un inserto di gamberi rosa e ricotta di pecora aromatizzata al finocchietto. L' idea continua a piacermi, ma se dovessi rifarla non la rifarei in crosta. A parte il fatto che ancora non so se ho contravvenuto a qualche regola interna, le zucchine , che avevo velocemente cotto in padella antiaderente per fare una sorta di rivestimento, in cottura hanno continuato a mandare umidità, rendendo tutto più complicato.
Bando alle ciancie, vi lascio alle foto ed alla ricetta, anche se a questo seguirà un altro post, con la terrina di carne, che poi, arrendendomi, ho comunque fatto. Che non si dica che non raccolgo una sfida!

Ingredienti:

Per la pàte à foncer:

Farina g 250
Burro g125
Acqua ml 40
Un uovo
Un cucchiaino di zucchero 
Un cucchiaino di sale

Per la farcia:

Zucchine g 300
Piselli novelli g500
Fave fresche g 500
Gamberi g 500
Ricotta di pecora g 300
Un uovo per pennellare
Un cubo di gelatina
Finocchietto selvatico
Due cucchiai di Marsala

Sale 

Pepe



Procedimento:



Preparare la pàte  à foncer, mescolando velocemente e con le punte delle dita la farina al burro , insieme al sale e lo zucchero. Si otterrà un composto sbriciolato. Inglobare l'uovo ed aggiungere 

piano piano l'acqua fredda,  lavorando dall'esterno all' interno e molto velocemente. Formato un panetto , porlo in fresco per almeno mezz'ora , ben avvolto in pellicola.

Per la farcia, nettare gli ortaggi, sgusciare le fave ed i piselli, affettare con la mandolina le zucchine per il lungo.

I piselli andranno sbianchiti ponendoli brevemente in poca acqua bollente e poi scolati e passati in acqua freddissima, in maniera da mantenere il colore brillante.

Le fave andranno anch'esse sbianchite, ma anche private una per una della pellicola che le ricopre,per mettere in risalto il loro colore.

Per le zucchine, una volta affettate, basterà asciugarle passandole per pochi minuti in padella antiaderente,a fuoco vivace ma senza farle colorire.

I gamberi saranno puliti e  privati di teste e carapace, perché si inseriranno crudi.

Intanto, alla ricotta, setacciata, si sarà aggiunto sale e pepe ed il finocchietto tritato.

Per l'assemblaggio della terrina, foderare con la pasta stesa uno stampo da plume cake o quello apposito con cerniere, dopo averlo ben imburrato ed infarinato ( la prossima volta userò la carta forno, per aiutarmi nell'estrazione), lasciando da parte quella che servirà a formare il coperchio ed il decoro.

Ho cominciato ponendo ben affiancate fra loro le fette di zucchina, insaporendole con sale e pepe .

Ho proseguito con uno strato di ricotta al finocchietto, uno di    fave ed uno di gamberi, condendo ogni strato con sale e pepe.






Ho continuato con uno strato di ricotta ed ho concluso con un fitto strato di pisellini.
Con le forbici o un coltellino ho rifilato i bordi, togliendo la pasta in eccesso e ritagliando a 90 gradi gli angoli .





Dopo aver steso il resto della pasta per formare il coperchio, ho chiuso la terrina ,serrando bene i bordi e facendo qualche decoro con i resti di pasta,ricordandomi di lasciare un camino per la fuoriuscita del vapore. Ho pennellato tutto con l'uovo mescolato a qualche cucchiaio di latte, messo qualche seme di sesamo ed ho infornato a 180 gradi per circa una cinquantina di minuti.





Con una siringa ho asportato il liquido in eccesso e , attraverso il camino, ho introdotto un po' di gelatina fatta aggiungendo nel liquido previsto dalle istruzione riportate sulla confezione il Marsala, e ho conservato tutto in frigo.











Per accompagnare la terrina, ho fatto una semplice vinaigrette alle erbe e una maionese di gamberi, utilizzando le loro teste .




Per la vinaigrette ho frullato 2 parti di ottimo olio evo biologico con una parte di succo di limone, un pizzico di sale e un misto di menta, finocchietto selvatico e timo.

Per la maionese di gamberi, ho invece frullato le teste degli stessi, aggiungendo l'olio a poco a poco, come per una normale maionese.Ho poi passato tutto al setaccio.










Con questa ricetta partecipo a Mtc n.64




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giovedì 16 marzo 2017

LE"UOVA USO TRIPPA" DI CRISTIANA PER THE RECIPE-TIONIST

PER THE RECIPE-TIONIST 

LE "UOVA USO TRIPPA" DI CRISTIANA

(ALTRIMENTI DETTE" MAMMUGGHIEDDI  DELLA MAMMA"




Il blog da onorare, perché vincitore del THE RECIPE -TIONIST del mese scorso, per il gioco ideato da Flavia Galasso di Cuocicucidici, è Boeuf à la mode, di Cristiana.
Come sempre, si ripropone una ricetta del blog vincitore, in una sorta di girotondo virtuale di festa e condivisione. Fra le tante, ho scelto una delle prime proposte di Cristiana, perchè mi ha riportato all'istante nella cucina dal tavolo di formica della cucina di quando ero bambina. Mia madre, ottima cuoca, era anche bravissima ad economizzare ed a riciclare in nuova veste qualsiasi ingrediente, perché in casa nostra non era ammesso alcuno spreco, pur non avendo particolari problemi di carattere economico.
Faceva l'insegnante elementare, ma, pur non avendo mai troppo tempo libero, essendo noi figli la bellezza di cinque,non ci faceva mai mancare qualche golosità a sorpresa. 
A cena,se non c'era di meglio, certo non mancavano mai almeno le uova, che ci cucinava in mille modi diversi, per non farci lamentare . Adesso, che sono anche io madre ( e nonna), rimpiango quelle cene in cui ci sedevamo tutti e sette attorno ad un tavolo, davanti anche ad semplice piatto di uova, ma felici di essere insieme...
Una sera, mia madre se ne spunta proprio con questo piatto, che Cristiana chiama "Uova uso trippa". Prima ancora di assaggiare, non avendone ancora individuato gli ingredienti, non so se mio fratello Bruno, il più piccolo, o addirittura mio padre, hanno soprannominato la ricetta come un ennesimo "Mammugghieddu della mamma". Da noi, "ammugghiare", vuol dire avvolgere , spesso anche per nascondere, quindi in una specie di crasi si univa  mamma e ammugghiu, descrivendo perfettamente il risultato finale.Era sì un trucco di mia madre per camuffare l'ennesima proposta di uova, ma ci ha sorpreso tutti per il gusto inaspettato. 
Ringrazio quindi Cristiana per avermi riportato alla memoria particolari così piacevoli e per avermi dato così la possibilità di far conoscere i " mammugghieddi" di nonna Rosa anche a mio figlio Marco, che ha gradito moltissimo, stasera a cena.


Ingredienti:

Uova n.4
Salsa di pomodoro g 300
Pecorino o grana g 50
Menta fresca
Olio evo
Sale
Pepe


In un padellino fare con le uova e poco olio delle sottili frittatine. Avvolgerle e tagliarle in strisce sottili, a mo' di tagliatelle. Intanto, preparare una buona salsa di pomodoro , meglio se con pomodori freschi, quando è stagione. Far cuocere le uova per pochi istanti nella salsa , aggiustare di sale e pepe e completare con il formaggio e le foglioline di menta.

Le vostre ricette di MARZO-APRILE 2017

Con questa ricetta partecipo a THE RECIPE-TIONIST  di marzo.

lunedì 27 febbraio 2017

La mia Vittoria Sponge Cake per "IL CLUB DEL 27"

La mia Victoria Sponge Cake

Per 
 



Condivisione è sempre stato un termine a me molto caro e familiare.Come non prendere la palla al balzo, quando la mente diabolica di Alessandra,ha partorito l'ennesima idea per Mtc ?
Si tratta di riprendere vecchi temi di Mtc, dando loro nuovo splendore con personalizzazioni e presentazioni personali ma che non snaturino l'essenza del tema trattato. Una sorta di cucina collettiva, in cui commentare , raccontare e confrontare il proprio lavoro, proprio come si faceva una volta nelle cucine di antica memoria.
Il 27 di ogni mese, infine si pubblica tutti insieme. Perché? Per il puro piacere di fare qualcosa insieme, condividendo anche i tempi in cui lo si fa, pur essendo in tanti ed a troppi chilometri di distanza. Il nome? Il club del 27.
Per cominciare, il tema scelto è quello delle Layer cakes. Un tipo di torta a cui non sono abituata, non essendo propriamente nelle nostre tradizioni, ma che da un po' è molto di moda.
Fra le tante possibili, ho scelto di preparare la Victoria Sponge Cake, la mia prima Sponge Cake. Pare piacesse molto alla regina Vittoria, ma da adesso piace tanto anche a me e tutti i miei familiari, tanto che la rifarò prestissimo.
Non ho fatto grosse modifiche alla ricetta, non avendola mai assaggiata nella sua versione originale; all' interno, ho solo sostituito la confettura di lamponi con una specie di composta ai frutti di bosco home made; all'esterno, ho aggiunto qualche ciuffo di crema a decoro, insieme allo zucchero canonico, e qualche margheritina del vaso del mio balcone.

Ingredienti:

  • Uova n.4
  • Zucchero (uguale peso delle uova)
  • Burro (uguale peso delle uova)
  • Farina (uguale peso delle uova)
  • Lievito g 8

Crema al mascarpone e panna
  • Confettura di lamponi q.b.(o, come me, composta ottenuta cuocendo frutti di bosco e zucchero per pochi minuti)
  • Mascarpone g 250
  • Panna da montare g 250
  • Zucchero a velo g 50
  • Zucchero a velo per decorare

Procedimento


Montare il burro ammorbidito con lo zucchero, aggiungere le uova una alla volta e, se il composto tendesse a separarsi, aggiungere un po' di farina. 
Unire il resto della farina, setacciata insieme al lievito, e dividere in due teglie di 18/ 20 cm, precedentemente imburrate ed infarinate.
Infornare a 180 gradi e cuocere per 20/ 25 minuti, accertandosi che le torte siano ben cotte all' interno con la prova stecchino. Far freddare su una gratella.
Per la crema, montare insieme la panna ed il mascarpone, insieme allo zucchero a velo. Non esagerare, per non veder trasformare tutto in burro.
Pareggiare , eventualmente le due torte e coprire la superficie di una con la confettura e la crema in strato abbondante. Coprire con la seconda torta e cospargere di zucchero a velo.
Io ho decorato anche con qualche ciuffo della crema rimasta.  




domenica 26 febbraio 2017

Posted: 24 Feb 2017 04:05 PM PST

Red Velvet Cheese Cake

per Re-Cake







Amo la cheese cake, ma non l' avevo mai provata al forno. E Re-cake di febbraio me ne ha dato l' opportunità. Si trattava di rifare una Red Velvet Cheese Cake in monoporzione, secondo la ricetta riportata. Si poteva portare qualche modifica, ma, non avendone mai provato di simili, non ho cambiato nulla.
Ho dovuto utlizzare le formine della Cuki, quelli da crème caramel, perchè non avevo quelle adatte, ma mi sembra siano venute bene lo stesso. Non vado matta per le torte al cioccolato, ma queste mini cheese cake sono un bel modo per variare il tema, con quel colore inaspettato all'interno, oltre ad essere molto golose.
Quindi, anche stavolta, ringrazio Re-cake. Un altro bel dolce da sfoderare , magari in questi pomeriggi ancora freddi, o un dessert da condividere in coppia, per i romanticoni.
 Per quanto mi riguarda, sono sicura che l'ultimo esemplare presente ancora nella mia cucina sarà fatto fuori sicuramente domattina , all'alba. E' a quell' ora che arriverà il papà del mio nipotino di appena un mese, facendo una sorpresa a mia figlia, che invece lo immagina a chilometri di distanza...Ah, l'amour, l'amour!

INGREDIENTI 

Per la base 

350 g biscotti al cioccolato
40 g farina di mandorle 
100 g burro fuso 



Per la crema
250 g formaggio cremoso 
150 g ricotta
110 g zucchero semolato fine
2 uova 
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
100 g cioccolato fondente fuso 
1½ cucchiaio colorante alimentare rosso 

Per finire
qb cacao amaro per spolverizzare

PROCEDIMENTO


1.    Mettete i biscotti e la farina di mandorle in un frullatore e azionatelo. Frullate finché non otterrete
un composto grossolano. Aggiungete il burro e frullate ancora, finché non sarà ben amalgamato.

2. Prendete 4 stampi da 10 cm di diametro. Ungeteli leggermente e rivestite il fondo di ciascuno con della cartaforno.  

3. Suddividete il composto di biscotti negli stampi e premete con un cucchiaio per compattarlo sul fondo e sui bordi. Mettete in frigo per 30 minuti almeno, o finché non è ben freddo.
4.  Per fare il ripieno mettete la ricotta, il formaggio cremoso e lo zucchero nel bicchiere del frullatore e azionatelo per 2-3 minuti o finché non è ben amalgamato.

5.  Aggiungete poi le uova e l’estratto di vaniglia e riazionate il frullatore per un altro minuto. Inserite per finire il cioccolato e il colorante e frullate ancora, finché non è tutto amalgamato.

6.  Suddividete il composto negli stampi e cuocete a 140° per 40–45 minuti o fino a quando la crema non si è rappresa.

Fate raffredare le tortine a temperatura ambiente quindi mettetele in frigo per 2-3 ore.

Prima di servire le cheesecake, spolverizzatele con il cacao. 


Con questa ricetta partecipo a Re-cake 2.0 di Febbraio



venerdì 24 febbraio 2017

Pollo fritto ? Anche no.

Per Mtc n. 63




Questo mese la sfida per Mtc è lanciata da Silvia Zanetti, un'ex anche no che ha finalmente capitolato con la sua Officina golosa.
Dopo aver vinto con i suoi perfetti macaron, ha scelto come argomento di sfida il pollo fritto.
Ci speravo nel fritto, ma non nel "pollo" fritto. Intanto, perché
ultimamente ho di molto ridotto il consumo di carne, poi, il pollo con ossa non è mai stato un alimento ben visto dal maritino , infine, ho una figlia che è diventata vegetariana.
Ma alla fine ha prevalso il gusto per la sfida, ed eccomi qua.
Silvia ci ha dato due proposte di pollo fritto fra cui scegliere: una da seguire in maniera precisa ed una da variare creativamente.
Ho scelto di seguire pedissequamente la versione con la panatura di farina e di variare quella con uova e pangrattato.
La mia versione prevede una marinatura nel latticello con rosmarino e scorza di agrumi e una panatura arricchita da aglio tritato, pecorino, prezzemolo . In pratica, la classica mollica " cunzata" che si usa spesso qui da noi, in Sicilia. Anche stavolta, non mi smentisco; rimango nei confini della mia isola.
Confesso di non aver mai non solo cucinato, ma neanche assaggiato il pollo fritto; per i motivi sopra detti ed anche perché
non è un piatto che in Sicilia è abituale. Il pollo della festa , qui, è sempre al forno,è quello della domenica tradizionale, contornato da patate. Ogni tanto, a Natale , ripieno. Mai fritto, se si fa eccezione per le cotolette di pollo, dal petto affettato.
Così, me lo sono immaginato adattissimo ad una scampagnata, perfetto da mettere nel cesto da picnic,magari per le prime gite primaverili. E l'ho accompagnato con le fave, ricorrentissime in marzo e aprile, quando le prime domeniche di sole ci fanno venir voglia di mangiare su di un prato, magari con un buon pane fatto in casa e d una forma di pecorino.
Le fave, le prime ,le ho trovate al mercatino del biologico e le ho ridotte a crema, anzi ad hummus, visto che ne ho aggiunto gli ingredienti principali. Il pane alle olive, di farro e semola,home made, ne ha costituito la base della panatura, insieme al pecorino, ed ecco il mio pollo fritto da picnic.
In più, dei buonissimi peperoncini sottaceto.
 Questo fino stamattina,fin quando cioè non mi è venuto il lampo di genio: accompagnare il pollo con qualcosa che potesse soddisfare in maniera altrettanto goduriosa l'appetito di chi il pollo non lo mangia, vedi maritino e figlia vegetariana.  Ho quindi in fretta e furia preparato le crocchette di patate di mia madre, e ve le propongo qui sotto.

Marinatura al latticello:

Latte parzialmente scremato g 500
Yogurt magro g250
Succo di mezzo limone

Stemperare il latte con lo yogurt, lasciare a temperatura ambiente per 15 minuti e poi versare sul pollo e porre in frigo per almeno 4 ore.Meglio se per una notte intera.

Marinatura al latticello di Silvia


POLLO FRITTO Panatura con farina
-Ingredienti per 1000/1300 g di pollo con ossa e pelle-
  • 1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite
  • 200 g farina
  • sale
  • pepe
-Procediamo-
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella posta su un foglio di carta da forno per mezz’ora almeno. Preparate una ciotola abbastanza capiente per contenere 3/4 pezzi di pollo alla volta e metteteci la farina con il sale e il pepe.
In alternativa mettete farina, sale e pepe dentro un sacchetto alimentare capiente.
Prendete 3 pezzi di pollo, metteteli nella farina ed infarinateli pressando leggermente le carni oppure inseriteli nel sacchetto, chiudetelo ed agitate finché tutti i pezzi non saranno ben infarinati.
Scuoteteli per eliminare la farina in eccesso ed appoggiateli sul piatto preparato in precedenza.
Procedete panando il resto del il pollo.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio 3 pezzi di pollo alla volta. Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più . Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.






Marinatura creativa:

Al latticello ottenuto come su esposto, ho unito la scorza grattugiata di alcuni qumquait, un po' di rosmarino, unosicchio di aglio nuovo , sale e pepe.


marinatura creativa


Panatura con uova e pangrattato ( creativa)

Ingredienti per un pollo di 1kg, con pelle ed ossa:


  • olio di arachidi l 1,500
  • pangrattato (ottenuto da pane alle olive di farina di  farro e semola di grano duro, a lievitazione naturale) g 500
  • farina g200
  • pecorino stagionato g 100
  • 5 uova
  • aglio uno spicchio 
  • prezzemolo
  • sale 
  • pepe
Dopo aver marinato il pollo nel latticello aromatizzato per una notte intera in frigorifero,far scolare i pezzi su una gratella per una buona mezz'ora.
 
Panarli per due volte, passandoli nelle uova battute e nel pangrattato a cui si saranno aggiunti il pecorino,l'aglio ed il prezzemolo tritati, sale e pepe.

la panatura creativa e quella di Silvia






Friggerli in olio profondo, a 180 gradi, fino a quando al cuore il pollo non avrà raggiunto la temperatura di 79\82 gradi. 
A me sono stati necessari circa quindici minuti.
Scolare su carta assorbente ed eventualmente , se il pollo dovesse attendere, porlo in forno a 120 gradi. Servire con l' hummus di fave ed i peperoncini sottaceto. O, meglio, con le crocchette di mamma Rosetta.



Entrambe le versioni dopo la frittura




Prova morso

Con l'hummus di fave ed i peperoncini sottaceto

Hummus di fave fresche

  • Fave sgusciate g 300
  • olio evo g 100
  • aglio 1 spicchio
  • il succo di mezzo limone
  • salsa tahina 2 cucchiai
  • sale 
  • pepe


Frullare o passare al minipimer tutti gli ingredienti, fino ad ottenere un composto cremoso. Servire in accompagnamento al pollo, decorando con qualche fava fresca.



Le crocchette di mamma Rosetta

Ingredienti:

patate a pasta gialla g 500
pangrattato g 300
pecorino grattugiato g 80
grana grattugiato g 80
uova n.2
prezzemolo g 10
aglio 1 spicchio 
sale 
pepe
olio di arachidi  per friggere


Procedimento:

Cuocere le patate nel microonde in un contenitore adatto, coperte da acqua salata per circa quindici minuti, pelarle e passarle con lo schiacciapatate. Unire i formaggi, il prezzemolo e l'aglio tritati e d i soli tuorli delle due uova. Insaporire con sale e pepe e sagomare nella forma voluta. Mia madre le faceva ovali e cicciotte, ma nulla vieta di modificarne dimensioni e forma. Panarle con la sola farina, come mamma Rosetta, o con farina, i due albumi e pangrattato. Friggere in olio profondo . Per il massimo della goduria, spesso mia mamma le farciva con la provola di Librizzi, il paesino dei Nebrodi dei miei nonni.
Se le provate, ditemelo. Ne sarei felice. 












Con questa ricetta partecipo alla sfida Mtc n. 63

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mercoledì 15 febbraio 2017

Crema di piselli con tagliatelle di seppie

Crema di piselli con tagliatelle di seppie siciliane e crostini di farina di farro 











Lo so, non so fotografare. Non mi decido a comprare una vera macchina fotografica ed insisto con il telefonino... Da incompetente e poco professionale. Ma questo blog è nato per gioco, per illudermi di fermare un po' il tempo, che mi sembra scorra sempre più veloce,e non certo per dare di me un'impressione di competenza e professionalità. Non mi sento una vera cuoca, non avendolo mai fatto all'interno di un ristorante vero e proprio, non sono certo una vera blogger, è evidente, ma mi appassiona tutto ciò che ruota intorno al cibo e sono felice ogni qualvolta imparo qualcosa.
A fotografare il cibo, però, devo ancora imparare. Nell'attesa di scatti perfetti, dovrete accontentarvi di quello sopra, a descrizione di un piatto semplice, ma di grande gusto.
Mio padre ha sempre amato la pesca , a cui si dedicava con grande profitto fino qualche anno fa. Era il suo hobby preferito, e, soprattutto in estate il pesce non mancava mai a tavola. Anzi, era tanto che spesso noi figli ce ne lamentavamo... Ma, soprattutto, era "vivo". Era così vivo da rendermi oggi molto complicato acquistare del pesce dal pescivendolo: non è mai altrettanto "vivo".
Per fortuna, ogni tanto mio padre mi porta ancora qualche sorpresina... Stavolta è toccato a due seppie. Ho preparato per pranzo la pasta con il nero, un grande classico qui da noi, ma ho voluto provare ad accostarle ad una crema di piselli, per cena. E così ho fatto.
Avevo anche una pagnottina di pane alle olive di qualche giorno fa, e ne sono venuti degli ottimi crostini. L'abbinamento seppie-piselli non l'ho certo inventato io, ma ho trovato questa formula non del tutto usuale molto convincente. Provatela.



Ingredienti:

Per la crema di piselli:

 g 500 di pisellini (anche surgelati)
cipollotto
le sacche di due seppie medie (circa g 300)
olio evo
sale
peperoncino secco in polvere
poche gocce del nero delle seppie

Per i crostini di pane alle olive:

g 250 farina di farro integrale
g 250 semola di grano duro
g 400 (circa) di acqua
g 150 di lievito madre rinfrescato
g 100 olive nere
g 10 sale marino integrale
origano di montagna

Procedimento:

Per il pane, dopo aver mescolato le farine, unire il lievito e , a poco a poco, l'acqua  a temperatura ambiente, sempre impastando. Alla fine,aggiungere il sale , le olive  , denocciolate e tagliate , e poco origano.. Impastare ancora per qualche minuto e porre a lievitare fino al raddoppio, in una ciotola coperta e al riparo da correnti d'aria.
Lievitato, il composto va sagomato nelle forme desiderate e riposto a lievitare ancora per almeno un' ora e mezza.
Infornare a 200 gradi per circa 35 minuti (per due pagnottine o filoni).



Per la crema di piselli, far sudare il cipollotto in brunoise con pochissimo olio e qualche cucchiaiata di acqua, aggiungere i pisellini e, dopo qualche minuto, coprire con acqua bollente. Portare a cottura, regolare di sale e passare al mini pimer e, meglio ancora, al setaccio.

Saltare in una padella antiaderente le seppie tagliate sottilissime per pochi istanti e servirle sulla crema di piselli bollente, insaporendo con peperoncino e decorando con qualche goccia del nero delle seppie ed i crostini ottenuti tagliando sottilmente il pane e passandolo in forno a 180 gradi fino a farlo tostare.
Ultimare con un filo di olio evo .