lunedì 8 ottobre 2018

Torta di cioccolato e pere speziate

Sticky chocolate and pears spiced tart





L'immagine può contenere: cibo


Amate le spezie? In ogni caso, dovete provare questa torta: non la solita torta pere e cioccolato, ma un friabile involucro di sfoglia che racchiude un composto dai mille profumi e aromi. Zenzero, cardamomo, cannella... Vi ho incuriosito? Andate a dare una sbirciatina Qui, sul numero di ottobre di Mag about Food. Troverete tutta una serie di ricette , tratte dalle migliori riviste internazionali, che hanno il curry e le spezie come tema  dominante. Quella che ho provato io è tratta dalla rivista Great British Curry.








mercoledì 3 ottobre 2018

Sbriciolata d'ottobre

Sbriciolata d'ottobre









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Ci pensavo da un po'. Non l'avevo più fatta, da quella volta che mi aveva affascinato la versione di Alessandra, con la crema di Maria Grammatico all'interno (Qui). Eppure mi era piaciuta tantissimo.
Oggi è la giornata della Sbrisolona, sul Calendario del cibo italiano , e contribuisco con questa versione un po' eretica, che poco ha a che vedere con la ricetta classica mantovana, ma che nulla ha da invidiarle in quanto a bontà. Al suo interno, in onore ad ottobre , mele e pere, che hanno regalato alla mia cucina  il profumo dell'autunno ,ormai arrivato.

Ingredienti


200 g di farina 00
100 g di burro
100 g di zucchero
la buccia di un limone grattugiato
3 mele
1 pera
50 g di uvetta ammollata in poco rum
cannella

Procedimento


Mescolate, con le punte delle dita, la farina , lo zucchero , la buccia del limone e, infine, il burro, freddo e a pezzetti. Ottenuto un composto di piccole briciole, ponetene la metà sul fondo di uno stampo ,rivestito di carta da forno, e compattate bene.
Nel frattempo, dopo aver nettato la frutta, tagliatala a cubetti e poneteli in un piccolo tegame, con lo zucchero e l'uvetta, facendola cuocere per una decina di minuti, a fuoco vivace. Ponete a raffreddare la frutta in una ciotola, mescolatela alla marmellata di pere  e spolveratela di cannella.
Una volta fredda, versatela sullo strato di briciole, lasciando libera la circonferenza per mezzo centimetro, e coprite con il resto del composto di briciole, unendolo poco per volta e senza compattare. 
Infornate a 160° per almeno 45 minuti.
Servite preferibilmente tiepida, cosparsa di zucchero a velo e, per il massimo della goduria e delle calorie, con una pallina di gelato alla crema.
E che autunno sia!








mercoledì 26 settembre 2018

Le mie conserve per Il club del 27

Le mie conserve per Il club del 27

















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Settembre è tempo di conserve, anche nella grande cucina de Il club del 27, la cucina che ogni mese ci regala la possibilità di confrontarci, chiacchierare e discutere intorno ad un bellissimo libro. Stavolta tocca a "Preserving" di Emma Mcdonald , un libro che presto mi farò regalare , perché raccoglie quanto di meglio si possa scrivere sull'argomento delle conserve, con quel tocco inglese che fa la differenza. Ho scelto di provare due gelatine inizialmente perché bellissime nella loro trasparenza. Poi, a conquistarmi è stato il procedimento per ottenerle ed il sapore, per me nuovo. Per farle occorre estrarre il succo dalle mele, che poi, unito agli altri ingredienti , ci regalerà quella trasparenza meravigliosa che solo le gelatine hanno. Quella alla menta sarà perfetta con l'agnello, ma anche, a parer mio, con il pesce. Quella di peperoncino l'immagino accostata a carni rosse, di maiale, soprattutto. Ma anche a formaggi, perché no?









Gelatina di menta

Per 6 barattoli da 225 g ciascuno
Tempo di preparazione:35 minuti più 24 ore di riposo
Tempo di cottura 1 h e 15'

1, 5 di mele Gala
2 rametti di menta e 6 cucchiai di foglie di menta tritate
800 ml di aceto di vino
500 g di zucchero semolato ogni 600 ml di estratto ottenuto
colorante per alimentari verde( facoltativo)

Tagliate le mele a tocchetti, senza sbucciarle e senza togliere i semi, eliminando solo le eventuali parti guaste. Ponetele in una pentola a fondo spesso e aggiungete 800 ml di acqua e i rametti di menta. Portate a bollore, poi diminuite il fuoco e cuocete per almeno un'ora, finché la polpa non si sarà ammorbidita . Per evitare che si attacchino al fondo della pentola, mescolate di tanto in tanto. Aggiungete l'aceto e riportate a bollore, facendo bollire per almeno 5 minuti. Nel frattempo,preparate uno strofinaccio da sospendere al di sopra di una ciotola, legandolo ad una stoviglia adatta a sorreggerlo. Inseritevi il composto di mele e lasciate sgocciolare per una notte intera, senza farvi tentare dal fare pressione sulle mele, pena una gelatina opaca.
Il giorno successivo,misurate l'estratto ottenuto, ed aggiungete, per ogni 600 ml, 500 g di zucchero. Nel frattempo, sterilizzate un numero sufficiente di vasetti. Mescolate lentamente la miscela fino a quando lo zucchero non sarà sciolto del tutto.Portate velocemente ad ebollizione e far bollire per almeno 10 minuti, verificando il raggiungimento della giusta consistenza con un termometro (105°) o facendo la prova del piattino.Quando una goccia si rapprenderà velocemente, senza più scorrere, la gelatina sarà pronta. Togliete dal fuoco,schiumate, e, se lo usate, aggiungete pochissimo colorante. Riempite i vasetti mentre sono ancora caldi, chiudete serrando bene i coperchi, etichettate e conservate al buio ed in luogo asciutto.Una volta aperta la confezione,conservate in frigorifero.










Gelatina di peperoncini

Per 4 barattoli da 225 g
Tempo di preparazione 45'più 24 ore di riposo e 10' di cottura
Tempo di cottura 1 ora e 10'

1 kg mele adatte alla cottura
9/10 peperoncini , tritati finemente
500 ml aceto di vino rosso
500 g di zucchero per ogni 600 g di estratto

Tagliate  grossolanamente le mele senza sbucciarle e privarle dei semi,scartando soltanto le eventuali parti guaste o danneggiate.
Ponetele in una pentola a fondo pesante e aggiungete 500 ml di acqua e 6 dei peperoncini tritati, insieme ai loro semi. Portate a ebollizione, quindi diminuite la fiamma e cuocete a fuoco lento per 45', finché la polpa risulterà morbida e mescolando ogni tanto, per evitare che il composto non si attacchi al fondo della pentola. Aggiungete l'aceto, portate a bollore e fate bollire per 5 '. Nel frattempo preparate uno strofinaccio (o etamine) pulito da sospendere al di sopra di una ciotola, legandolo ad una stoviglia adatta a sorreggerlo. Inseritevi il composto di mele e lasciatelo sgocciolare per tutta la notte, senza farvi tentare dal pressare il composto, pena il ritrovarvi con una gelatina torbida.Il giorno dopo, scartate la polpa e misurate l'estratto. Versatelo in una pentola, aggiungendo 500 g di zucchero per ogni 600 ml di estratto. Nel frattempo, sterilizzate abbastanza vasetti, ponendoli nel forno a 100°, in maniera che siano pronti per l'uso. Riportate sul fornello e mescolate di continuo, finché lo zucchero non si sarà
completamente sciolto. Portate ad ebollizione e fate bollire vivacemente per 10 ', verificando il raggiungimento della giusta consistenza con un termometro (105°) o facendo la prova del piattino.Quando una goccia si rapprenderà velocemente, senza più scorrere, la gelatina sarà pronta. Togliete dal fuoco,schiumate, e unite i peperoncini rimanenti, senza semi. Lasciate raffreddare la gelatina per 10' ( questo aiuterà a evitare che il peperoncino si innalzi nei barattoli).Versate la gelatina nei barattoli sterilizzati e caldi e coprite immediatamente con un disco cerato e il coperchio.Etichettate e conservate in un luogo fresco, asciutto e buio.Una volta aperta la confezione, tenete in frigorifero. 










Con queste ricette, partecipo al Club del 27  di settembre







martedì 25 settembre 2018

Il cestino del pane

Il cestino del pane


















Sembriamo tutte scolarette al primo giorno di scuola, con la paura di sbagliare e tanta voglia di imparare cose nuove...
Per la prima lezione di MTC-s-cool , la nuova scuola di MTC, dobbiamo fare il cestino del pane, partendo da ricette di sicuro risultato, da studiare e rimodulare a seconda del menù scelto.
Perché dovremo far sì che quanto proposto sia in sintonia con un menu da noi immaginato.
Ho pensato al menù di una domenica d'inizio autunno, quando le prime foglie iniziano a cadere e l'uva, bellissima, fa bella mostra di sé dai cesti , durante la vendemmia.
Naturalmente la mia domenica è siciliana, ed ecco che ho provato ad usare la farina del nostro grano nelle ricette( grazie alla gentilezza del mio amico  panificatore Natale, che ringrazio ancora) ,ed  il Nero d'Avola nell'impasto dei crackers a forma di foglia di vite, fino a trasformare i panini per Hamburger negli acini di un goloso grappolo di uva. Uva che compare, dolcissima, anche dall'interno dei cubotti di focaccia,quando invece non sono le mandorle ad avere la meglio, o , semplicemente, il sale di Trapani.
Con l'impasto del biove, una piccola cornucopia.
Scrivo solo le ricette che ho modificato, anche se , di tutte, ho fatto anche la versione originale.

Menù d'autunno

"Evviva l'uva!"

Gelato di pecorino su riduzione di uva e foglie croccanti
Maccheroni al ferretto con ragù bianco di suino nero dei Nebrodi
Grigliata mista con uva arrostita al rosmarino
Mostarda


Il cestino 

Cornucopia  d'autunno
Mini biove
Focaccia all'uva e alle mandorle
Foglie croccanti al Nero d'Avola
Grissini di segale e rosmarino di Timpazzi
Grissini al sesamo bianco e nero e al finocchietto
Mini cazzotti di Tumminia e Russello
Grappolo d'uva di Maiorca
Panini ai semi misti


Per la cornucopia ed i mini biove


500 g farina 0
280 ml acqua
20 g strutto ( io olio extra vergine di oliva)
20 g lievito birra (io 10 g)
10 g malto
8 g sale fino


Setacciate la farina e formate una fontana sulla spianatoia ; fate una fossetta su un lato e mettetevi il sale. Sbriciolate il lievito di birra nel  centro.Versate l'acqua con delicatezza per non farla tracimare.Raccogliete un poco di farina dall'interno dell'anello della fontana e cominciate ad impastare, aggiungendo via via altra farina; unite il sale, l'olio e il malto, continuando a incorporare
altra farina, fino a quando non avrete ottenuto una pastella abbastanza consistente,quindi coprite tutto con la farina della fontana.
Aiutandovi con la raschia sollevate parte della pastella e premetela sulla cima della montagnetta;proseguite in questo modo lungo tutto il perimetro della fontana, in modo da fare assorbire l'acqua dalla farina.Cominciate ad impastare con le mani e valutate se è il caso di aggiungere un altro poco di acqua: dovrete ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso. lavorate e battete la pasta con forza sul piano di lavoro per 8-10 minuti, infine formate una palla con l'impasto, copritela a campana con una ciotola e fate riposare per 20 minuti.Trascorso questo tempo dividete l'impasto in due, stendeteli grossomodo in un rettangolo,arrotolate strettamente ogni rettangolo dal lato lungo ottenendo due salsicciotti lunghi circa 35 cm e stretti.Formate due filoni stretti e stendeteli in rettangoli molto lunghi (1,5 / 2 metri) e sottili( 3-4 mm. di spessore), larghi 6 o 7 cm. A mano a mano che stendete l'impasto, arrotolatelo come se fosse una garza, senza cioè che le punte sporgano: otterrete due grossi rotoli.Infarinate abbondantemente un canovaccio pulitissimo. Appoggiate sul piano di lavoro uno dei due supporti- può essere un pacco di zucchero o di farina. Copritelo con un lembo del canovaccio infarinato, che stenderete sul piano di lavoro dal lato lungo.Adagiate sul canovaccio un rotolo di impasto, tenendo la falda sotto e appoggiando la chiocciola contro il lato dove c'è il supporto. Sollevate un lembo di tessuto dall'altra parte della chiocciola creando un divisorio. Appoggiate la chiocciola del secondo rotolo di pasta contro il divisorio di tessuto infarinato, sollevate il canovaccio all'altezza della seconda chiocciola e appoggiateci contro il secondo supporto. Questa disposizione consentirà di dare all'impasto una spinta anche in verticale, in fase di lievitazione.Coprite gli impasti con l'altro canovaccio e fate lievitare, al riparo da correnti d'aria, per 30/ 40 minuti. Preriscaldate il forno a 200°in modalità statica. prendete delicatamente i rotoli di impasto e tagliateli a metà per il lungo ( la chiocciola dovrà risultare tagliata a metà) aiutandovi con la raschia o con un coltello a lama liscia.Sistemate i pani su di una teglia con il taglio rivolto verso l'alto e incidetelo ulteriormente con una lametta per 1 cm di profondità.Infornate il pane e fatelo cuocere per 25/ 30 minuti. Estraetelo dal forno e bussate con le nocche sul fondo: se suona vuoto è cotto, altrimenti rimettetelo in forno fino a cottura ultimata. Fatelo raffreddare su una gratella prima di servirlo.
Nota: Dopo aver diviso in due l'impasto io ho ricavato 4 mini biove  da metà impasto, procedendo come da ricetta, e il resto l'ho utilizzato  per la cornucopia.
Per la cornucopia, dopo averne  formato la sagoma con carta da forno e di alluminio, stendete l'impasto e tagliatelo a strisce, che andranno arrotolate tutte attorno alla sagoma, fino a formare la cornucopia.
Andrà in forno , a 200°, per 15 / 20 minuti. Una volta fredda, estrarre delicatamente la carta dall'interno della cornucopia.












Focaccia all'uva

600 g di farina 0
340 g di acqua 
8 g di malto d'orzo
48 g di olio extravergine di oliva
6 g di lievito di birra


In una ciotola mettete l'acqua, il malto e il lievito e sciogliete bene, poi aggiungete l'olio di oliva e amalgamate con una frusta. Aggiungete la metà abbondante della farina e amalgamate ai liquidi velocemente con una forchetta.Aggiungete il sale ed incorporate. Versate la restante farina e aiutandovi con una spatola, con cui fate dei tagli idratate incorporando la farina.
Appena la farina sarà incorporata( serviranno pochi minuti), rovesciate l'impasto su un piano non infarinato. massaggiate l'impasto facendo pressione con il polso della mano, basta in tre punti i n orizzontale, poi rovesciate l'impasto chiudendolo su se stesso aiutandovi con la spatola.Fate questo passaggio altre due volte. Dopo la terza volta vi accorgerete che l'impasto inizia ad avere un po' di elasticità ( premendo con un polpastrello non rimarrà la fossetta , ma l'impasto tende a rialzarsi) vi dovete fermare.adesso date all'impasto una forma leggermente ovale e con la mano iniziate ad arrotolarlo dall'alto in basso dando una leggera pressione. Ruotate l'impasto , appiattitelo leggermente, quel tanto da renderlo un po' ovale e ripiegatelo su se stesso fino a chiuderlo bene.Chiudete sotto anche i lati del rotolo con i palmi delle mani, creando un impasto a palla.Trasferite l'impasto in una ciotola leggermente infarinata , coprite con pellicola  e mettete a lievitare per un'ora. Dopo un'ora rovesciate l'impasto lievitato sul piano di lavoro leggermente infarinato. Con delicatezza con i polpastrelli picchiettate tutto l'impasto , si formeranno tante fossette. Arrotolate l'impasto su se stesso partendo dall'alto e chiudendolo senza stringere. trasferite l'impasto nella ciotola, con la chiusura in basso e fatelo lievitare coperto per un'ora.Ripetete questa ossigenazione della pasta per altre due volte a distanza di un'ora.Prima della terza ossigenazione, dividete l'impasto per le teglie che userete. per una teglia 30 x 40 bastano 650 g, con questo impasto potete preparare anche una teglia più piccola da 25 x 30.
trascorsa un'ora dalla terza ossigenazione, l'impasto è pronto per essere messo nella teglia. ungete bene con olio le teglie che vi serviranno. Rovesciate con attenzione l'impasto nella teglia.Con i polpastrelli picchiettate tutto l'impasto, partendo dal centro verso i quattro angoli della teglia, premendo solamente senza allargare. la pasta un po' alla volta si allargherà. Quando si sarà già abbastanza allargata, è il momento di girarla. Con attenzione appoggiate un lembo dell'impasto sull'avambraccio e alzandolo con l'impasto ruotate la pasta. Riprendete a picchiettare la pasta, se vi sembra che non si allarghi non tiratela e lasciatela riposare 10 minuti. Poi, riuscirete a stenderla bene.Coprite e fatela riposare per 30 minuti.
Dopo, farcitela con l'uva nera e il rosmarino, per un terzo, con il sale integrale per un altro terzo e con le mandorle per la parte restante.  Dopo averla farcita, irrorate la focaccia con un'emulsione di 3 cucchiai di olio e 3 cucchiai d'acqua con un po' di sale ( per la parte condita già con il sale integrale, omettere quest'ultimo ingrediente).coprite e mettete a lievitare per un'ora.
cuocete in forno a 250° per 13 minuti circa. Appena cotta, spostatela dalla teglia e mettetela su una griglia.
Prima di servirla, tagliatela a quadrotti.










Foglie croccanti al Nero d'Avola 


250 g di farina 0
250 g di farina di segale
180 ml di acqua
50 ml di Nero d'Avola
60 g di olio extravergine di oliva
15 g di sale
5 g di lievito di birra

Setacciate la farina su un piano di lavoro, fate la fontana, aggiungete l'acqua in cui avrete sciolto il lievito di birra, il vino, l'olio e, su di un lato,sopra la farina, il sale.Impastate fino ad ottenere una massa morbida,che si stacchi facilmente dalle mani.
trasferite in una ciotola, coprite e lasciate lievitare fino al raddoppio.Ribaltate l'impasto sul piano di lavoro, appiattitelo e poi stendetelo fino ad ottenere una sfoglia molto sottile.E' possibile anche staccare un pezzo alla volta di 100 g circa e stenderlo con la macchina per la pasta. Formare le foglie aiutandovi con una sagoma in cartoncino  e bucherellate con una forchetta, ricreando le venature della foglia di vite. Trasferite nella teglia rivestita da carta da forno. fate un'emulsione con 50 g di olio e 50 ml di acqua e spennellate le foglie,spolverizzandole di sale.
infornate a 200 e cuocete per circa 10 minuti.Togliete dalla teglia e fate raffreddare su una gratella, completamente. Riporre  in un contenitore a chiusura ermetica.
Nota: utilizzando solo acqua, come nella ricetta originale, ho ottenuto anche foglie più chiare, da alternare a quelle al vino, più scure.












Grissini di segale e rosmarino



250 g di farina 0
250 g di farina di segale
180 ml di acqua
50 ml di Nero d'Avola
60 g di olio extravergine di oliva
15 g di sale
5 g di lievito di birra
rosmarino fresco


Per l'impasto, procedete come per la ricetta precedente. Una volta lievitato, ottenete tanti piccoli rotolini che andranno stesi ed assottigliati con le mani, sulla spianatoia, spolverata di semola, su cui si sarà precedentemente sfogliato un rametto di rosmarino fresco. Io ho preferito non tritarlo.
Infornate a 200° per 10 minuti e fate raffreddare bene prima di riporre in un contenitore ermetico.
Nota: per i grissini al sesamo e al finocchietto, ho usato solo farina 0 , rotolandoli ,prima di infornarli, nei semi di sesamo o in quelli di finocchio.











Cazzottini 

  Liberamente tratto da  http://cindystarblog.blogspot.com/

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250 g di farina ti Tumminia
250 g di farina Russello 
2 g di lievito di birra
1 cucchiaino di sale
350 ml di acqua ( o poca di più)
1 o 2 cucchiai di olio
gherigli di noci o, meglio, nocciole


Sciogliete il lievito in due dita di acqua.In una grande ciotola mescolate la farina con il sale e l'olio,aggiungete tutta l'acqua e quella con il lievito e mescolate velocemente con una forchetta.
Coprite con pellicola trasparente e lasciate questo impasto grezzo e appiccicoso a riposare per circa 18/ 20 ore ( in estate basteranno 12/15). Dopo il riposo , l'impasto si sarà alzato e riempito di bolle.Rovesciatelo su un piano di lavoro infarinato  e spolveratelo di farina.Con una spatola , dividete l'impasto in 14 pezzi ( nella ricetta originale, i pezzi erano 7, la metà) e procedete alle 3 o 4 pieghe per ogni singolo pezzo: prendete un lembodi impasto, allungatelo verso l'esterno e poi ripiegatelo al centro, prendete un lembo opposto di impasto,tiratelo e ripiegatelo al centro, e fate lo stesso con un altro lembo di impasto.disponete un canovaccio pulito su un vassoio o sul piano di lavoro, spolverate con farina o semola rimacinata e mettete ogni panino con la parte delle pieghe a contatto del canovaccio ( lo si prende con la spatola e lo si ribalta sul canovaccio).Spolverate ogni panino con della semola, coprite con un altro canovaccio e lasciate riposare per un paio di ore.scaldate bene il forno e la leccarda a 230°. Velocemente ribaltate ogni panino sulla teglia calda in modo che e pieghe ritornino sopra, conficcando la frutta secca, e cuocete i panini per circa mezzora. Dopo 15/20 minuti, abbassate la temperatura del forno a 210 ° e disponete i panini sulla griglia.















Panini ai semi misti

200 g di farina Manitoba 
120 di farina 0
200 ml di latte tiepido
12 g di lievito di birra
25 g di burro
1 uovo per l'impasto e 1 uovo per pennellare 
1 cucchiaino di sale
semi di sesamo
semi misti

Impastate tutti gli ingredienti fino a formare un composto morbido che dovrà lievitare per una  / due ore.trascorso questo tempo, sgonfiate la pasta lievitata e impastate di nuovo. Formate delle palline di circa 30 g l'una e mettetele in una teglia ricoperta da carta da forno.Spennellate la superficie con un uovo sbattuto e aggiungete i semi scelti( si possono usare anche capperi, pomodorini, erbe aromatiche, spezie).Lasciate lievitare per un'altra ora , poi mettete in forno a 200° per circa 18/20 minuti, aggiungendo un pentolino di acqua o un po'di vapore, se il vostro forno lo consente.







.Grappolo di uva di Maiorca

200 g di farina Manitoba 
120 di farina  Maiorca
200 ml di latte tiepido
12 g di lievito di birra
25 g di burro
1 uovo per l'impasto e 1 uovo per pennellare 
1 cucchiaino di sale
semi di sesamo
semi misti

Seguite la ricetta precedente fino la prima lievitazione. Poi formate le palline della grossezza di un chicco di uva e sagomate il grappolo, sovrapponendo a un triangolo isoscele capovolto, formato con righe di palline via via decrescenti, un triangolo più piccolo, e aggiungendo un pezzetto di impasto , amo' di raspo. Pennellare e cuocere  a 200° per circa 15 minuti o , comunque, fino a coloritura.


















Con queste ricette, partecipo alla prima lezione di MTC-s-cool.

venerdì 14 settembre 2018

Pan di mele

Pan di mele










Cosa, più di una buona colazione, può rimetterti in carreggiata? Queste sono per me giornate di inattività forzata, il mio piede rallenta a guarire, e cerco di inventarmi comunque qualcosa che mi faccia venir voglia di alzarmi comunque, la mattina.
Con la stampella, quando non sul divano con la borsa del ghiaccio, cerco di non annoiarmi , leggo e provo a cucinare piatti che non mi costringano in piedi.
Mia madre continua a mandarmi manicaretti ed il problema dei pasti non sussiste, ma sapete che il mio cucinare è per il piacere di farlo, e sono in crisi di astinenza.
Peppe mi ha regalato da poco due libri, di cui uno con ricette di Ernest Knam, Qui ed è proprio da questo che ho tratto il Pan di mele che ha inondato di profumo, stamattina, la mia cucina, e non solo.
Leggendone la ricetta, mi ha subito colpito l'assenza di uova e di grassi aggiunti, ma ero scettica sul gusto e la consistenza.
Inoltre è velocissimo e può farlo anche un bambino, o una nonna zoppetta come me in questo momento.
L'ho solo modificato in parte, perché la ricetta originale prevede le nocciole tostate ed io non le avevo in dispensa; ho aumentato il quantitativo di uva passa e il succo di limone, al posto di quello di arancia.
Il risultato è stato sorprendente: per scrivere il post, ho dovuto cambiare stanza, perché altrimenti non avrei resistito a farlo fuori per intero.
Fatemi sapere , se lo provate, cosa ne pensate.

Ingredienti

400 g di mele ( la ricetta prevede Golden, io miste)
70 g di zucchero di canna 
120 g di uvetta
rum 20 ml
il succo e la buccia grattugiata di un limone
farina g 200
cannella in polvere
1 bustina di lievito
un pizzico di sale


Procedimento

Sbucciate e tagliate a cubetti le mele. Ponetele in una ciotola, con lo zucchero, il liquore, il limone, un pizzico di sale, e lasciatele così, in infusione , per una notte.L'indomani, basterà che uniate la farina, il lievito e la cannella ,versiate in uno stampo da plumcake di 20 cm , ed inforniate a 180° per circa 45 minuti. Sfornato, io l'ho pennellato con uno sciroppo fatto con poca acqua, zucchero e cannella.


















mercoledì 12 settembre 2018

Insalata arrosto

Insalata arrosto





Vabbè che non posso muovermi ancora per colpa della legamentite, ma non riesco a non pensare a tutto quello che vorrei e dovrei fare , e fremo. Mi vengono mille pensieri e desideri, non ultimo quello di lavorare, ma so bene che non riuscirei a far niente di serio, con questo piede che non ne vuole sapere di sorreggermi a dovere.
Passerà. Non vedo l'ora. Meno male che non mi è successo quando avevo Stella Lu e Lorenzo qui per le vacanze, almeno...
Comunque, in attesa di tempi migliori, e grandi novità,devo pur mangiare. La mia dolcissima mamma continua a mandarmi di tutto con papà: oggi è stata la volta di un bel spezzatino di carne, ma  a pranzo sarò sola, e preferisco lasciarlo per cena.
Ho deciso di farmi un'insalata, visto che ancora qui dove abito il sole brucia e settembre dà il meglio di sè; ho proprio voglia di qualcosa di fresco e goloso al tempo stesso.
Porcellana dell'orto di papà (portulaca, in italiano), un ficodindia e qualche pesca arrostiti, triangolini di cacio " all'argentera" e crostini di pane nero.
La mia insalata arrosto.


Ingredienti

per una persona :

100 g di porcellana
1 ficodindia
2 pesche Tabacchiera
80 g di provola dei Nebrodi
50 g  di pane di Tumminia, tagliato a cubetti e tostato
olio extravergine di oliva
 uno spicchio di aglio
aceto bianco 
miele 
sale
pepe nero
origano

Procedimento

Lavate bene l'insalata e asciugatela.
Preparate il formaggio "all'argentera", ponendo pochissimo olio in un padellino con uno spicchio di aglio vestito,e, dopo un minuto, il formaggio tagliato in cubotti o triangolini. Fate ammorbidire, ma non sciogliere completamente, rigirate il formaggio e, aumentando il fuoco, sfumate con un cucchiaio di aceto, facendolo evaporare velocemente.
Tolto dal fuoco, insaporite con sale, pepe ed origano e mettete da parte il formaggio, ad intiepidire; eliminando l'aglio.
Sbucciate velocemente il ficodindia, affettatelo ed arrostite su una piastra di ghisa, rovente. Mettete da parte il liquido che manderà.
Fate lo stesso con le pesche, che però non andranno sbucciate.
A questo punto, assemblate l'insalata, unendo gli ingredienti sul letto di porcellana.
Condite con un'emulsione ottenuta dal liquido lasciato dal ficodindia, sale , pepe, olio ed il succo di mezzo limone verdello.
Completate con i crostini di pane nero.
Adesso, gustatevi la mia insalata arrosto!
Sarà come avere la Sicilia dentro.